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Goccia S. Antimo: Rito cena ebraico-cristiana e preghiera

RITO CENA EBRAICO-CRISTIANA E PREGHIERA
MERCOLEDI’ 23 marzo ore 19.00 
presso sala OFS “ P. Antonino balzani” Convento Frati Minori Sant’Antimo

La preghiera che celebreremo come comunità e come Terz’Ordine Francescano di Sant’Antimo, non si basa assolutamente sul testo ebraico proprio dell'Haggadah del Pesach (reperibile peraltro sul web nei siti specializzati) ma è una nostra sintesi, con letture varie che ci sono sembrate utili e significative, ai fini di una riflessione sul valore dei simboli della Pasqua ebraica e cristiana. 

Durante il rito ebraico del Pesach un piatto, detto piatto del Seder, è parte centrale della narrazione che precede la cena. Al centro del tavolo sono poste tre Matzot ( pane azzimo) per ricordare la concitata e precipitosa fuga dall'Egitto. Attorno, nell'ordine, vi sono il karpas, solitamente un gambo di sedano che ricorda la corrispondenza della festività di Pesach con la primavera e la mietitura che, in epoca antica, era essa stessa occasione di festeggiamento; il "maror" o erbe amare che rappresenta la durezza della schiavitù; una zampa arrostita di capretto chiamata zeru'a: rappresenta l'agnello pasquale che gli ebrei sacrificarono nella notte della morte dei primogeniti egiziani; un uovo sodo beitza in ricordo del lutto per la distruzione del Tempio; infine una sorta di marmellata preparata con mele, datteri, mandorle, prugne, noci e, spesso, vino (chiamato "Charoset") che rappresenta la malta usata dagli ebrei durante la schiavitù per la costruzione delle città di Pit'om e Ramses. 

Nel Vangelo di Giovanni e da altri particolari della Passione, sembra che il giorno della morte di Gesù sia corrisposto, per la maggioranza del popolo ebraico del tempo, a quello in cui si immolava l'agnello e si celebrava (alla sera) il primo seder di Pesach, e perciò al giorno ritenuto essere il 14 di Nisan. L'Ultima Cena consumata da Gesù e dai suoi apostoli la sera del giorno precedente, secondo le modalità proprie del seder di Pesach, la si comprende come una possibile anticipazione del rito, propria di una parte del popolo ebraico del tempo (come ad esempio gli esseni, per il cui calendario liturgico "solare" il 14 di Nisan doveva cadere sempre di martedì) o come un'anticipazione voluta da Gesù stesso, non potendo celebrarla l'indomani se non nella sua persona sulla croce. Inoltre, in ambito cristiano, nella celebrazione della Pasqua, si voleva dare maggiore risalto alla Risurrezione, avvenuta il "primo giorno della settimana", cioè la domenica immediatamente successiva. 

La preghiera giunta alla sua quarta edizione, sarà animata dai membri di GOCCIA SANT’ANTIMO

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